La cerimonia di consegna del Premio si è svolta il giorno 15 marzo 2024 presso la Casa dell’Architettura a Roma
Roma, 01 Marzo 2024 I COMUNICATO STAMPA
IL PIRANESI PRIX DE ROME ALLA CARRIERA 2024 ALL’ARCHITETTO TICINESE MARIO BOTTA
Il Comitato Scientifico del Piranesi Prix de Rome, in collaborazione con L’Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori di Roma e provincia hanno indicato il celebre architetto svizzero ticinese Mario Botta – per l’assegnazione del Piranesi Prix de Rome alla Carriera.
Mario Botta ritirerà il prestigioso riconoscimento all’alta formazione classica in architettura, venerdì 15 Marzo 2024 alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano di Roma, dove offrirà una Lectio Magistralis nella quale ripercorrerà i momenti salienti della sua carriera professionale, cominciata nel 1970, con una particolare angolazione sui progetti per il patrimonio culturale.
L’annuncio era stato divulgato ad ottobre 2023 congiuntamente dal Presidente Emerito dell’Accademia Adrianea, Prof Romolo Martemucci, il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, Alessandro Panci, il Direttore del Piranesi Prix de Rome, Luca Basso Peressut e Pier Federico Caliari, Presidente – Direttore dell’Accademia Adrianea, dopo ampio dibattito sulle candidature – avviato già dal mese di marzo scorso – con gli altri membri del Comitato Scientifico, i professori Emilio Faroldi, Pro Rettore Politecnico di Milano, Luca Ribichini, Università La Sapienza di Roma, e Luigi Spinelli, Università Politecnico di Milano.
Considerando il percorso professionale nella sua interezza, Mario Botta è stato uno degli architetti più influenti e imitati tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del Novecento, un periodo in cui l’architettura ha registrato, anche grazie al suo talento e alla sua intensa produzione, un significativo spostamento di paradigma verso la riconsiderazione dei temi storici e il progressivo abbandono di quelli del modernismo radicale. Dalle case unifamiliari di Riva San Vitale, di Stabio e Morbio Superiore fino agli spazi sacri sul Monte Tamaro e a Mogno, passando per il MOMA di San Francisco, fino alle recenti mega opere cinesi, Mario Botta nella sua lunga e brillante carriera si è qualificato come architetto di eccellenza mondiale e tra i più produttivi e riconoscibili nel quadro degli ultimi cinque decenni di storia dell’architettura in chiave internazionale.
Ma nell’evento romano emergeranno anche quelle opere che hanno visto l’autore nelle vesti del progettista di mostre, scenografie e installazioni, una delle aree di applicazione formale di maggiore interesse per introdurre il rapporto con l’arte, con la storia e con le tecniche stesse del mostrare, e che costituiscono anche importanti passaggi per la comprensione dello sviluppo di temi e segni autoriali. Dalla prima mostra sul maestro Carlo Scarpa allestita nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia, dove Botta sperimenta quella pioggia di cavi – che tengono in sospensione elementi grafico narrativi – che ritornerà declinata con labirintica libertà nei Miti di Dürrenmatt, fino alla composizione a casellario ligneo di Botta Cucchi. La Cappella di Monte Tamaro, passando per le “superfici accoglienti” delle mostre di Giancarlo Vitali a Lecco e del Mantegna a Padova e per le “superfici volumetriche” della mostra su Gianfranco Ferroni a Bergamo. Altro capitolo importante sono le scenografie, molte, realizzate soprattutto per i teatri di Basilea, per l’Ippolito di Euripide, e Zurigo, per quella bellissima di Medea e per lo Schiaccianoci che è stato il primo incontro di Mario Botta con il mondo del teatro. Infine, la splendida installazione del San Carlino sul Lago di Lugano, opera destinata a rimanere nella storia degli allestimenti di mostre ad alta valenza scenografica urbana.
Il nome e l’opera di Mario Botta costituiscono un nuovo importante capitolo nella storia del Piranesi Prix de Rome, che va ulteriormente ad arricchire un albo d’oro di altissimo profilo costellato da figure che hanno fatto della contemporaneità, il campo di applicazione privilegiato per una continua ricerca sull’essenza stessa dell’architettura e sui valori permanenti del classico nel complesso divenire e mutamento della realtà, da Rafael Moneo a David Chipperfield, da Peter Eisenman a Bernard Tschumi e Yoshio Taniguchi; da Alberto Campo Baeza a Eduardo Souto de Moura.
La cerimonia di assegnazione del Premio costituisce il momento apicale della Settimana Adrianea, annuale appuntamento romano con l’alta formazione classica relazionata al rapporto tra architettura e archeologia in corrispondenza dell’inizio dell’Anno Accademico Adrianeo e del passaggio di consegne tra i suoi corsi di Master. La Lectio Magistralis di Mario Botta sarà introdotta da Marco Maria Sambo, Direttore di AR Magazine alla presenza di Monika Schmutz Kirgöz, Ambasciatrice di Svizzera in Italia, e prevede due prolusioni a cura di Claudio Strinati, storico dell’arte, e di Pierluigi Panza, giornalista e docente universitario, e una presentazione del Piranesi Prix de Rome a cura di Pier Federico Caliari.
Interverranno anche Luca Ribichini e Michele Bonino, Direttore del DAD – Politecnico di Torino, per una riflessione sui temi del rapporto fra scuola e professione.
Mario Botta
Nasce il 1° aprile 1943 a Mendrisio, Ticino.
Dopo un periodo d’apprendistato a Lugano, frequenta il liceo artistico di Milano e prosegue i suoi studi all’Istituto Universitario d’Architettura di Venezia, dove si laurea nel 1969 con i relatori Carlo Scarpa e Giuseppe Mazzariol.
Rientrato in Ticino, nel 1970, apre il suo primo studio a Lugano, città nella quale resterà quarant’anni, fino al 2011, anno del trasferimento definitivo a Mendrisio.
Dall’inizio della carriera ha sempre affiancato l’attività progettuale a un impegno didattico e divulgativo con conferenze, seminari e corsi presso scuole d’architettura in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina.
Nel 1996, nell’ambito della creazione dell’Università della Svizzera italiana, si impegna come ideatore dell’Accademia di Architettura a Mendrisio, dove ha insegnato fino al 2018 e ha occupato per due volte la carica di Direttore, ricevendo nel 2019 il titolo di Professore Emerito.
Nel 2006 diventa presidente della giuria del BSI Architectural Award (ora Swiss Architectural Award), istituito grazie al sostegno della Fondazione BSI e dell’Accademia di architettura di Mendrisio.
Dal 2016 è inoltre presidente della commissione tecnica incaricata delle mostre alle Scuderie del Quirinale di Roma.
Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti internazionali e numerose sono le mostre dedicate alla sua ricerca.
Dalle case unifamiliari in Canton Ticino il suo lavoro ha abbracciato tutte le tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei ed edifici del sacro.
Si è inoltre cimentato nel campo del design creando, dal 1980, numerosi oggetti per marchi quali Alias, Artemide, Pierre Junod, Munari, Riva 1920 e Lalique.
MOTIVAZIONE
A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, il mondo dell’architettura ha assistito ad un fenomeno impressionante: un’onda globalizzante che ha avuto un solo precedente nella storia con il Palladianesimo tra il XVI e il XVIII secolo; un’onda generata allora come tre secoli prima, dall’estrema semplicità dei sistemi compositivi e di montaggio delle sequenze volumetriche delle architetture di Mario Botta. Proprio come quelle di Palladio prima e quelle di Aldo Rossi poi, le raffigurazioni di Mario Botta si sono imposte come modello. Come stile, inteso proprio nel suo significato più architetturale.
Considerando il percorso professionale nella sua interezza, che comprende non solo l’architettura, ma anche il design, la scenografia e l’allestimento espositivo, Mario Botta è stato uno degli architetti più influenti e imitati tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del Novecento, un periodo in cui l’architettura ha registrato, anche grazie al suo talento e alla sua intensa produzione, un significativo spostamento di paradigma verso la riconsiderazione dei temi storici e il progressivo abbandono di quelli del modernismo radicale. Dalle case unifamiliari di Riva San Vitale, di Stabio e Morbio Superiore fino agli spazi sacri sul Monte Tamaro e a Mogno, passando per il MOMA di San Francisco, fino alle recenti mega opere cinesi, Mario Botta nella sua lunga e brillante carriera si è qualificato come architetto di eccellenza mondiale e tra i più produttivi e riconoscibili nel quadro degli ultimi cinque decenni di storia dell’architettura in chiave internazionale. In considerazione di quanto sopra, a Mario Botta è attribuito il Piranesi Prix de Rome alla Carriera 2024.
Ore 15.00
Registrazione CHECK IN dei partecipanti
Modera
Pier Federico CALIARI
Presidente Accademia Adrianea
Ore 15.30
Saluti
Alessandro PANCI
Presidente Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia
Luca RIBICHINI
Commissione Cultura Casa dell’Architettura OAR
Romolo MARTEMUCCI
Presidente emerito Accademia Adrianea
Miche BONINO
Direttore Dipartimento di Architettura e Design
Politecnico di Torino
Ore 15:45
Il Piranesi Prix de Rome: storia e albo d’oro
Pier Federico CALIARI
Presidente Accademia Adrianea
Ore 16:00
Prolusioni
Pierluigi PANZA I Giornalista Corriere della Sera
Claudio STRINATI I Storico dell’Arte
Ore 16:45
Cerimonia di consegna del
Piranesi Prix de Rome alla carriera
Ore 17:00
Lectio Magistralis
Mario BOTTA
Ore 18:30
Dibattito e conclusioni
Ore 18.45
Registrazione CHECK OUT dei partecipanti